“scrittura priva di qualsiasi autocompiacimento”





Stefano Quario aka Bizarre recensisce “storie d’amore inventato” su ”Blow Up” di febbraio. A proposito di pubblico, ho un sacco di lettori uomini! ;)

Esordisce con questo volumetto, per scelta piccolo di formato e di lunghezza, la 20090, casa editrice fondata da Tommaso Labranca. Il battesimo non poteva essere più felice: Loredana De Vitis, classe 1978, leccese, un apprezzato romanzo già nel suo curriculum, appronta in Storie d’amore inventato una decina di racconti i quali, per appartenere al tema più inflazionato di tutti i tempi, riescono a essere originali, pungenti e stimolanti come pochi. Più che trattare il tema amoroso in sé, Loredana parla di come si tenda a considerare “amore” rapporti che sono basati più che altro su convenienze, consuetudini, ipocrisie, o illusorie autoconvinzioni. Esemplare il racconto d’apertura, questa è da bruciare, in cui tutta la veemenza con cui la protagonista si scaglia contro un compagno colpevole di insensibilità e inaffidabilità si sgretola in una chiusa tanto brusca quanto d’effetto. Sono storie di incomunicabilità o di perenni malintesti (specialmente nel trittico formato da sono io che ho visto male, sei tu che hai capito male e sono un situazionista, capisci cosa voglio dire?), di relazioni impossibili (chatt’ami ti prego chatt’ami), di immeritate umiliazioni (voglio venire via con te), ma in definitiva anche di speranza (rossella e andrea. e Rossella e Andrea). Piaceranno molto soprattutto a un pubblico femminile: la De Vitis non nasconde il suo credo femminista e fondamentalmente il ruolo del ‘cattivo’ in queste vicende è lasciato agli uomini (divertentissima peraltro l’arguzia di Roberta nel già citato sono un situazionista). E comunque non si può negare che la scrittura sia acuta, brillante e del tutto godibile, spruzzata di humor quanto basta e assolutamente priva di qualsiasi autocompiacimento. Consigliatissimo.

This entry was posted on venerdì, marzo 21st, 2014 at 19:30 and is filed under storie d'amore inventato. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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