sullo scrivere e sul soffrire







Share

Ho appresso praticamente sempre una borsa pesante, qualche volta pesantissima. Piena di cose. Periodicamente ne trovo inutili alcune, e le cambio con altre. Poi torno alle precedenti. E poi via così, non so dire come né perché.

Da mesi ho in borsa anche alcuni quaderni. Ho l’agenda, naturalmente, quella di sempre. Quella che si riempie sempre di appunti. Beh, oltre a quella, da mesi ho in borsa un quaderno piccolo molto piccolo. E un altro grande piuttosto grande. Tutto proprio tutto si riempie di appunti. C’è che scrivere la storia che ho in mente mi fa soffrire. Tipico di certi scrittori dell’Ottocento, no? Fa ridere, lo so.

A me pare d’avere in testa o non so dove altro una specie di grande massa informe, qualcosa che sento e che non so bene come si muove. Una specie di peso. Un bel peso. Ma un peso.

Nel frattempo scrivo altro, faccio altro, parlo d’altro. Torno su quello che ho già scritto, progetto altre cose. E poi c’è il lavoro che continua. La vita che continua ad accumulare scene, personaggi, idee. E ci sono cose, persone, fatti. E viaggi, e libri che leggi. E ci sono sensazioni che si accumulano nella mente e in altre zone del corpo.

Ma quel peso. Un bel peso, certo. Ma un peso. C’è quella storia. Quella che ho in mente, quella del grande quaderno e del quaderno piccolo. Mi fa soffrire, vorrei presto lasciarla andare. Perciò mi rassegno, e la lascio fare.

This entry was posted on mercoledì, novembre 30th, 2011 at 20:37 and is filed under diario. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.