quando gli onori sono castighi di dio







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Mio nonno Giovanni aggrotta la fronte quando sta per raccontare qualcosa che ritiene veramente importante. La aggrotta in un modo che è anche il mio. La cosa è molto divertente, una volta che l’hai imparata e la riconosci. Quando me n’accorgo, comincio a sorridere: so che sta per arrivare una storia molto divertente.

Oggi ha aggrottato la fronte e subito mi sono messa a sorridere. E infatti mi ha ricordato una cosa che non sentivo da tanto tempo. “Anche gli onori sono castighi di dio”. [Penso che lui l'avrebbe scritto con la "d" maiuscola. Pazienza, non credo mi leggerà e quindi non dovrò tentare di spiegargli la cosa].

Tornando alla questione, questo memento mi ha fatto venire in mente tutte le volte che a Lecce, passando sotto certe chiese e certe porte e certi posti, e magari sono pure in bici, ho osservato come incombono certe statue. Tutto sembra lì a ricordarti questa faccenda. Tutto un castigo di dio. Le cose brutte: castighi di dio. Le cose belle: castighi di dio.

Mah. Ho sempre pensato che dio si fa sostanzialmente i fatti suoi. Io nell’orizzonte continuo ad avercelo. Non è quello che ti insegnano, non credo sia “maschio” o “femmina”, non credo nelle sue rappresentazioni, nelle storielle che raccontano. Ma nell’orizzonte continuo ad avercelo. E tuttavia credo si faccia sostanzialmente i fatti suoi.

Perciò, tornando daccapo alla questione, mi è venuto in mente che certe volte certe belle cose si portano dietro una tale quantità di casini… che in effetti forse è vero che certe belle bellissime cose sono castighi di dio.

Ma sto “sbattuta”. Ignoratemi, vi prego. :D

This entry was posted on giovedì, dicembre 8th, 2011 at 19:53 and is filed under città, diario. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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