creare è un atto rivoluzionario





Creare è un atto rivoluzionario. L’ho capito perché quando ho cominciato a pensare che volevo diventasse qualcosa di davvero pervasivo, si è messo a rivoluzionare sul serio ogni momento e ogni gesto che avrei mai immaginato di compiere. Quando mi sono messa in testa la possibilità di apertura completa e totale all’essere creativa, devo aver aperto letteralmente qualche cavolo di strano canale sconosciuto [al raziocinio, intendo].

Io e Davide siamo incint@, è passata qualche settimana e adesso comincio ad aver voglia di raccontarlo. Davide se n’è accorto praticamente subito, gli pareva fosse cambiato qualcosa. Aveva ragione, il mio corpo ha cominciato a modificarsi fin dai primi giorni. Ho tentennato, poi non ho potuto più ignorare certi segnali.

  • Lore, dovresti fare il test.
  • Amore, vedrai che è solo un ritardo.

Non ci credevo nemmeno io, mai avuto ritardi. Mai.

  • Lore, perché non fai il test?
  • Paola, sarà un problema di qualche genere.

Ho fatto il test comprato in farmacia con le linee che si colorano. E non ci ho creduto fino in fondo.
Ho fatto un prelievo e chiesto un altro test. E non ci ho creduto fino in fondo.
Ho chiamato la ginecologa. Ho cominciato a prendere l’acido folico.
Ho pensato che magari era una malattia di qualche genere che mi sballava tutti i valori.

  • [ Ma che ne sappiamo?
  • Ma come ti viene in mente? ]

Poi l’abbiamo visto. Un fagiolo. Ma l’abbiamo visto. E allora ho dovuto cominciare a crederci.

Siamo incint@ e già rido da settimane.

  • Sei incinta? Ma quanti anni hai?
  • Quasi 39.
  • Ma era voluto?
  • Ma quanto ci avete provato?

Fa veramente troppo troppo ridere. Ho quasi 39 anni, un cervello con un aggeggio metallico che ha chiuso un aneurisma, la tendenza all’ipertensione e la fissa della scrittura. Quando ho capito che era il momento di pensare meno e creare di più il mio ovaio sinistro si è dato da fare.

Io mi metto in testa una cosa e tutto il corpo si muove con me. E Davide dev’essere totalmente, completamente, incredibilmente dentro questo flusso assieme a me.

Siamo incint@, sul fatto in sé non ci abbiamo messo tanta intenzione né tanta enfasi, proviamo emozione e tenerezza ma non siamo nel magico mondo delle cose piccole e zuccherate. Io rido spesso perché mi paiono tutti almeno maleducati se non proprio matti. Non ho mai sentito quel certo istinto di cui si favoleggia, né ho mai nutrito sogni del genere. Mi sono messa a scrivere con tutta me stessa e quella me stessa evidentemente ha una potenza spaventosa.

Siamo incint@ e io proprio, adesso, non posso non cominciare a raccontarlo.

This entry was posted on giovedì, marzo 30th, 2017 at 18:31 and is filed under diario. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Both comments and pings are currently closed.

Comments are closed.