cose per cui vale la pena (?)
Nei giorni scorsi Storie Rivista letteraria ha chiesto ai suoi “amici” su faccialibro di fare come Woody Allen in Manhattan e provare a scrivere le cose “per cui vale la pena vivere”. Premessa: non mi piace la parola “pena”. Da mesi sono alacremente a lavoro per ridurre al minimo il peso di questa “cosa”, in qualunque parte del mio corpo essa si trovi. E a dirla tutta, posso dire lo stesso della parola “colpa”.
Ebbene, ecco il mio elenco:
- appena sveglia il caffè + i concerti brandeburghesi di Bach
- andare in bicicletta, mattina pomeriggio sera e notte
- toccare di nascosto “Forme uniche nella continuità dello spazio” di Boccioni, a Londra e a Milano
- leggere in inglese “A Room of One’s Own” e trovarci qualcosa che in italiano non ci avevi trovato
- il caciocavallo podolico del Gargano grattugiato al volo su un piatto di spaghettoni
- pensare “basta” e poi riprendere con ancora più lena
- sonnecchiare sul divano con la gatta sulle gambe
- nuotare a giugno
- amare
- provare a scrivere le cose per cui vale la pena vivere
- vivere
Ho idea che questa lista vari almeno una volta al giorno da almeno cinque anni a questa parte. La vostra?