Tra un binario e un vecchio casello circondato dagli ulivi, vicino Lecce, abbiamo incontrato una delle rare voci interessanti espresse da questo territorio in cui molti pubblicano, ma pochi scrivono. Si tratta della scrittrice Loredana De Vitis – “Storie d’amore inventato”, “Tanto già lo sapevo” – che ha conquistato i lettori attraverso un lavoro serio, lieto e bello fatto anche di un uso creativo e intelligente della Rete e dei social network.
‘storie d’amore inventato’
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in un video le mie “parole indipendenti”
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“il minore dio creatore” interpretato da Lea Barletti
Per l’ultima delle “messinscena d’affanni in cinque quadri e un casello” ho diretto Lea Barletti in una “rilettura” de “il minore dio creatore”: dei cinque di “storie d’amore inventato” questo è forse il racconto in cui mi sento più dentro.
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messinscena d’affanni / quadro 5 di 5, su “il minore dio creatore”
La parola “fine” m’è sempre piaciuta. Provo un senso di compiutezza soltanto a sentirla. Fine. Finito. Concluso. Le mie messinscena d’affanni si sono chiuse il 22 settembre. Grazie per l’ultima volta a Ubaldo che ha colto molto bene il senso di “svuotamento” che ho desiderato dare alla serata. Ci rivedremo, è vero, per altro che riguarda questa rassegna: la mia prima opera di video art e un catalogo generale. A presto!
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five stories on the love we made [up]
Su Amazon, nel programma “Kindle Direct Publishing”, ecco l’edizione inglese dei miei racconti: “five stories on the love we made [up]“. In formato ebook per Kindle, si legge ovunque scaricando le apposite applicazioni gratuite. Venduto a pochi euro/pochi dollari, e gratis con “Amazon prime”, il libro fa parte inoltre della “Kindle Owners’ Lending Library”.
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messinscena d’affanni / quadro 4 di 5, su “chatt’ami ti prego chatt’ami”
Per la quarta (e penultima) volta il caro Ubaldo si diverte a scrivere delle mie “messiscena”. In deliziosa forma di chat, ecco un dialogo con l’amico Dario Goffredo, assente giustificato il 21 luglio scorso, quando al km97 abbiamo drammatizzato il mio racconto “chatt’ami ti prego chatt’ami”.
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“rispecchiamento confortevole smentito con scientifica crudeltà”
L’abilità dell’autrice è quella di far rimbalzare questi toni su vari oggetti e argomenti, in modo che i toni diversi possano creare echi e riverberi che, anche se non stampati, suscitino la nostra immaginazione e la nostra esperienza a riempire quelle pagine che non ci sono. Andrea e Rossella li abbiamo visti mille volte, in chat ci siamo andati tutti e una convivenza improvvisata e scriteriata l’abbiamo vissuta in molti. Non c’è nessuna difficoltà a sentire di nuovo quegli stessi echi che neanche sono scritti; ma il facile rispecchiamento confortevole è smentito con scientifica crudeltà da una scrittura che piazza, qui e là, autentiche trappole narrative che non possono rendere – per nostra fortuna – troppo facile l’empatia.
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il desiderio come matrice stessa dell’esistenza
La vita e la produzione letteraria di Loredana sono ricchi di spunti di riflessione sulla ‘sapienza’ del corpo, delle emozioni, della fisicità; spesso, col corpo ‘capiamo’ (per parafrasare un celebre libro di David Grossman) meglio e prima che con la ‘testa’. Il segreto, per Loredana, sta nel saperlo ascoltare, nel saperci ascoltare.
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messinscena d’affanni / quadro 3 di 5, su “Voglio venire via con te”
Il mix voce recitante / chitarra elettrica / danza contemporanea / arte contemporanea pare abbia sortito l’effetto che speravo: un piccolo, grande shock! Ecco il racconto del terzo appuntamento della rassegnamessinscena d’affanni in cinque quadri e un casello, ispirata alle mie“storie d’amore inventato”.
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messinscena d’affanni / quadro 2 di 5, su “Questa è da bruciare”
Ho l’impressione che il secondo appuntamento della rassegna “messinscena d’affanni in cinque quadri e un casello”, ispirata alle mie “storie d’amore inventato”, abbia agitato acque profonde. Ecco cosa è venuto in mente a Ubaldo Villani-Lubelli la notte del 28 aprile: abbiamo tutte e tutti “Qualcosa da bruciare”?
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messinscena d’affanni / quadro 1 di 5, su “acqua e rose, gerani e cose”
Questo è il racconto del primo appuntamento della rassegna “messinscena d’affanni in cinque quadri e un casello”, ispirata alle mie “storie d’amore inventato”. Il 17 marzo abbiamo dedicato i nostri cuori al racconto “acqua e rose, gerani e cose”.
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messinscena d’affanni in cinque quadri e un casello
“Messinscena d’affanni in cinque quadri e un casello” è una rassegna ispirata alla raccolta di racconti di Loredana “storie d’amore inventato”. Danza, musica, teatro e arti figurative interagiscono in cinque serate – una per racconto – ospitate in un casello ferroviario ristrutturato e divenuto uno strano… contenitore: Km97 (via della Ferrandina 5, sulla Lecce-Novoli). *** Pubblicata in forma [...]
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“i se e i ma che rendono l’amore meno ovvio del canone soap”
Certo, di amore si è sempre scritto ma si è anche sempre letto, per cui il riverente contributo di Loredana De Vitis da Lecce non sconta alcuna ridondanza. Che sia benvenuto il suo “Storie d’amore inventato” (ilmiolibro.it), perché in un ventaglio di racconti non ha la pretesa di spiegarci l’amore ma di notare i se e i ma che lo rendono meno ovvio del canone soap. Non troverete fra queste pagine eroine affrante e cavalieri pallidi, semmai pover’uomini molto in difficoltà col loro inconscio e un’io narrante molto in difficoltà con loro. Anzi, no, perché se si fa attenzione al titolo del libro si evita di malintenderlo: non si tratta di storie d’amore inventate (come vorrebbero i lettori frettolosi) ma di amore inventato, e la faccenda allora si complica costringendoci ai lavori di scavo.
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con Tommaso Labranca su Radio24
Mi sono divertita moltissimo con Tommaso Labranca! Su Radio24, il 23 agosto, abbiamo parlato d’amori estivi e altre amenità pensando anche alle mie storie d’amore inventato. Ascoltateci in podcast!
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“linguaggio e armi degli uomini, ma senza indifferenza e mediocrità”
Per quel poco che conosco Loredana, giornalista e scrittrice pugliese, laureata come me in filosofia, “Storie d’amore inventato” racconta molto di lei a cominciare dal titolo, ironico, vitale e forse anche autoironico. L’autrice è giovane ma ha smesso di prendersi sul serio da molto tempo.
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“un gran rispetto per le parole”
Forse perché con le parole ci lavora, ma delle parole la De Vitis ha un gran rispetto. Sa – e lo dimostra – che esse possono diventare leggere e frizzanti, come le atmosfere che nella narrativa creano e dilatano, ma pure pesanti come pietre, come macigni, quando segnano la vita quotidiana: quindi, comunque, importanti.