Tra un binario e un vecchio casello circondato dagli ulivi, vicino Lecce, abbiamo incontrato una delle rare voci interessanti espresse da questo territorio in cui molti pubblicano, ma pochi scrivono. Si tratta della scrittrice Loredana De Vitis – “Storie d’amore inventato”, “Tanto già lo sapevo” – che ha conquistato i lettori attraverso un lavoro serio, lieto e bello fatto anche di un uso creativo e intelligente della Rete e dei social network.
‘cose’
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in un video le mie “parole indipendenti”
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“critica ai perbenismi serrata e sagace”
Un’opera innovativa di scrittura chiara e moderna. La sperimentazione di Loredana De Vitis si riflette nella costruzione originale della trama e nell’editing: l’impaginazione del testo è oltre i canoni convenzionali del libro, scelta possibile grazie all’audacia di tentare un progetto editoriale indipendente. La narrazione, ricca di dialoghi divertenti, è di tipo teatrale. Sprezzante e irriverente è il gioco dei ruoli e degli schemi tipici del contrasto nel comportamento umano (nuora/suocera, lui/lei/l’altra). L’interfacciarsi delle relazioni umane è sarcastico. Anticonformismo è la parola d’ordine: d’altronde, è la stessa De Vitis a definirsi “artista indipendente che opera con le parole”.
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odio Milano
Ho chiamato “odio Milano” questo racconto di viaggi, di soste, d’arte, di birra e d’amore che ho scritto per il terzo numero del mensile OssoBook. Lo trovate a pagina 8.
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dal web alla carta, return ticket
Bolaffi mi ha trovata su Twitter, ha letto “l’uomo dei francobolli”, ed ecco il risultato. Biglietto A/R dal web alla carta: una pagina di diario diventa racconto ed esce sul numero di marzo de “Il Collezionista”. In più, rimbalza sul sito del mensile.
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“il minore dio creatore” interpretato da Lea Barletti
Per l’ultima delle “messinscena d’affanni in cinque quadri e un casello” ho diretto Lea Barletti in una “rilettura” de “il minore dio creatore”: dei cinque di “storie d’amore inventato” questo è forse il racconto in cui mi sento più dentro.
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“una scrittura talmente curata da sembrare facilissima”
Con l’intuizione di una pagina strutturata in modo originale, e una scrittura talmente curata da sembrare facilissima, si descrivono le guerre esterne e interne di Anna, protagonista e romanzo insieme, così spontanea da provocare spontaneità nel lettore.
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premio Holden a “tanto già lo sapevo”: “vedere relazioni dove non esistono ancora”
In Tanto già lo sapevo il binomio verità – finzione è reso con ideazioni inattese e fantastiche, che sembrano felicemente vicine alla lezione/manifesto di Anna Maria Ortese.
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premio Holden a “tanto già lo sapevo”
Beh, è fatta! Ho vinto il premio Holden con “tanto già lo sapevo” e domani volo a Torino per “Esor-Dire”.
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“tanto già lo sapevo” in finale
Ho una tale confusione in testa (e nel resto del corpo), che riesco solo a dire: “tanto già lo sapevo” è finalista nel concorso nazionale ilmioesordio! Scuola Holden e Feltrinelli l’hanno scelto assieme ad altri 30 ed eccomi qua a rischiare cose… bellissime! Per ora è tutto, passo e chiudo!
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messinscena d’affanni / quadro 5 di 5, su “il minore dio creatore”
La parola “fine” m’è sempre piaciuta. Provo un senso di compiutezza soltanto a sentirla. Fine. Finito. Concluso. Le mie messinscena d’affanni si sono chiuse il 22 settembre. Grazie per l’ultima volta a Ubaldo che ha colto molto bene il senso di “svuotamento” che ho desiderato dare alla serata. Ci rivedremo, è vero, per altro che riguarda questa rassegna: la mia prima opera di video art e un catalogo generale. A presto!
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“tanto già lo sapevo” in semifinale
Cosa posso dire? Dico “non me l’aspettavo” e mi si risponde “ma se tanto già lo sapevi!”. Va bene, smetto di provare a commentare con frasi fatte e urlo [arghhhhhhhhhhhhhh]! La notizia è questa: “tanto già lo sapevo” è semifinalista nel concorso nazionale ilmioesordio, promosso in collaborazione con Scuola Holden e Feltrinelli.
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“un prodigioso affresco moderno sulle dinamiche di relazione”
Questo di Loredana De Vitis è un prodigioso affresco moderno sulle dinamiche di relazione, costruito senza che se ne indovinino le ingegnerie retrostanti la scrittura immediata, lieve, fresca, viva. Le inquietudini, le passioni, le indecisioni e l’impulsività del sangue, che costeranno ad Anna l’incomprensione di chi, destabilizzato da tanta pienezza scomposta, finirà col ripeterle, più volte in verità, “…stai per fare una cagata delle tue”, sono le inquietudini di chi domanda, anzitutto, e sa che la risposta è sempre, ontologicamente, inferiore alla questione posta.
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“la libertà è una conquista quotidiana”
I dialoghi del libro “Tanto già lo sapevo” di Lordana De Vitis catturano immediatamente, in particolare nella prima parte del libro, immettendo chi legge in un linguaggio proprio di questo tempo. Subito mi sono apparsi tragici, nonostante il tono leggero e l’ironia. Ho colto infatti nell’accento spesso perentorio e assertivo delle parole una dimensione della libertà vissuta ancora come fragile. A rischio. Sempre sul punto di essere messa in discussione.
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“leggerezza, ironia e intelligente sarcasmo”
Il mio romanzo autoprodotto “tanto già lo sapevo” partecipa al concorso letterario nazionale “ilmioesordio”. Bene. È di ieri la notizia che la mia storia (o meglio la storia di Anna) è stata “scoperta”! Si tratta di un primo piccolo passo utile nell’ambito di questo concorso, per il quale ringrazio la mia “talent scout”, Valentina Buono.
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“un ritmo della madonna”
Loredana racconta l’amore in tutte le salse ma – come in una ricetta di Montalbán – sono le salse a fare la differenza. Le salse di Loredana accompagnano ma poi ti avvolgono: parlano di bisogno di indipendenza e del suo contrario, di politica e annullamento della politica, di amicizia e solitudine, dello spirito che spicca il volo e del corpo che cerca di radicarsi al terreno, dei piccoli dettagli a cui non si dà mai retta e del dio che ci si nasconde dietro (come fanno anche i gatti). Un racconto di Loredana coniuga l’amore ai tempi che corrono: brutalmente materialista ed egocentrico ma con un’ambizione di spiritualità universale. In più, ha un ritmo della madonna.