five stories on the love we made [up]

Su Amazon, nel programma “Kindle Direct Publishing”, ecco l’edizione inglese dei miei racconti: “five stories on the love we made [up]“. In formato ebook per Kindle, si legge ovunque scaricando le apposite applicazioni gratuite. Venduto a pochi euro/pochi dollari, e gratis con “Amazon prime”, il libro fa parte inoltre della “Kindle Owners’ Lending Library”.

premio Holden a “tanto già lo sapevo”: “vedere relazioni dove non esistono ancora”

In Tanto già lo sapevo il binomio verità – finzione è reso con ideazioni inattese e fantastiche, che sembrano felicemente vicine alla lezione/manifesto di Anna Maria Ortese.

#tisaluto

In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.
Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.

da d.f. a s.g. [storia di una lettera] / 2

Gentile signora, è successo che ho trovato la sua lettera in tale posto e in tale modo e ho pensato di spedirla. Del fattaccio l’avverto con quest’altra lettera. Beh, mi pareva giusto. Le va di scrivermi? Mi scriva!

da d.f. a s.g. [storia di una lettera] / 1

Di ritorno qualcosa di strano tra l’erba. Nei dieci secondi di pensieri mi-fermo-non-mi-fermo-ho-visto-bene-non-ho-visto-bene passano rapide tre macchine scure. Decido di fermarmi, torno indietro.
Avevo visto bene. Una lettera. Busta bianca molto comune, chiusura con nastro adesivo trasparente. Nessun francobollo: affrancatura postale. Data di spedizione: 27 aprile. È integra. Smarrita, buttata? Da chi? Perché?

in un video le mie “parole indipendenti”

Tra un binario e un vecchio casello circondato dagli ulivi, vicino Lecce, abbiamo incontrato una delle rare voci interessanti espresse da questo territorio in cui molti pubblicano, ma pochi scrivono. Si tratta della scrittrice Loredana De Vitis – “Storie d’amore inventato”, “Tanto già lo sapevo” – che ha conquistato i lettori attraverso un lavoro serio, lieto e bello fatto anche di un uso creativo e intelligente della Rete e dei social network.

“critica ai perbenismi serrata e sagace”

Un’opera innovativa di scrittura chiara e moderna. La sperimentazione di Loredana De Vitis si riflette nella costruzione originale della trama e nell’editing: l’impaginazione del testo è oltre i canoni convenzionali del libro, scelta possibile grazie all’audacia di tentare un progetto editoriale indipendente. La narrazione, ricca di dialoghi divertenti, è di tipo teatrale. Sprezzante e irriverente è il gioco dei ruoli e degli schemi tipici del contrasto nel comportamento umano (nuora/suocera, lui/lei/l’altra). L’interfacciarsi delle relazioni umane è sarcastico. Anticonformismo è la parola d’ordine: d’altronde, è la stessa De Vitis a definirsi “artista indipendente che opera con le parole”.

hair as a king of ink

Le copertine di “storie d’amore inventato” e di “tanto già lo sapevo” sono mie. Sì. Disegno perché è anche così che scrivo, e per molti anni l’ho considerato qualcosa di molto, molto intimo. Finché un giorno Sabrina m’ha proposto una serata per parlare di me e delle svariate forme della mia scrittura. Per l’occasione, ho utilizzato le mie amate gru per un piccolo e “speciale” allestimento della struttura che m’ospitava.

odio Milano

Ho chiamato “odio Milano” questo racconto di viaggi, di soste, d’arte, di birra e d’amore che ho scritto per il terzo numero del mensile OssoBook. Lo trovate a pagina 8.

dal web alla carta, return ticket

Bolaffi mi ha trovata su Twitter, ha letto “l’uomo dei francobolli”, ed ecco il risultato. Biglietto A/R dal web alla carta: una pagina di diario diventa racconto ed esce sul numero di marzo de “Il Collezionista”. In più, rimbalza sul sito del mensile.

ri-equilibrio

Eleanor non è affatto una “gattina”: pesa quattro chili e mezzo e stendendosi riempie il mio – in effetti non grande – “disimpegno”. Secondo me cammina benissimo e in più si è fatta crescere un ciuffo davvero molto punk per coprire le falangi mancanti. È rossa di un rosso magnifico e piena di un pelo naturalmente morbido, liscio e ben pettinato, che le esce anche dalle orecchie.

“anche noi già lo sapevamo”

Anna è un personaggio vivido, credibile e che, una cosa è certa, esce dalla pagina e si viene a sedere accanto a noi a raccontarci, di quella volta che Alberto, e poi di Fabio, e di quando Filippo… E noi non possiamo che darle ragione, e dare ragione a Loredana, che ha deciso di non condannare Anna a una vita effimera nel mercato dei libri, perché tanto, alla fine, in fondo, anche noi già lo sapevamo.

le chiamano coincidenze

Da molti anni la questione delle coincidenze mi tormenta. Periodicamente la faccenda ritorna nei discorsi con amiche e amici che mi vogliono bene. La maggior parte delle volte mi si richiede di considerare la cosa in modo più “razionale”.

amore terzo corridoio

Per la rubrica “e senti questa, Loredana”, un racconto di Dario Goffredo: “L’amore è al terzo corridoio, quarto scaffale, ripiano in basso”. Come sempre, la mia risposta è in fondo.

l’uomo dei francobolli

Ho trovato in una libreria una bellissima scatola con cartoline da colorare. “Per bambini”, con soggetti moooolto anglosassoni. Tutto molto attraente. Ho comprato la scatola.

“il minore dio creatore” interpretato da Lea Barletti

Per l’ultima delle “messinscena d’affanni in cinque quadri e un casello” ho diretto Lea Barletti in una “rilettura” de “il minore dio creatore”: dei cinque di “storie d’amore inventato” questo è forse il racconto in cui mi sento più dentro.

“una scrittura talmente curata da sembrare facilissima”

Con l’intuizione di una pagina strutturata in modo originale, e una scrittura talmente curata da sembrare facilissima, si descrivono le guerre esterne e interne di Anna, protagonista e romanzo insieme, così spontanea da provocare spontaneità nel lettore.