ho letto “sedici” di Milena A. Carone





Checché ne scriva in quarta di copertina, Milena A. Carone intreccia in questo libro soprattutto eventi privati [quelli pubblici fanno da sfondo: alcuni sono molto gradevoli da ricordare, altri sarebbe ora fossero ricordati anche 'storicamente'], e sfata molti ‘miti’ sulle relazioni e lo stile di vita delle femministe [almeno di alcune].
In un italiano ben tenuto, Sedici è scritto quasi come fosse un codice da decifrare. Una volta “dentro”, è difficile uscirne, e sul finale la sensazione d’esserne trascinate si fa più forte [Milena, sbrigati a pubblicare il secondo volume, vogliamo leggere come va a finire].
I concetti di privato e politico, di forma e sostanza, s’applicano a vicende nelle quali l’autrice scava profondamente con leggerezza e ironia, fino a metterne in discussione i confini. Personalmente apprezzo molto la capacità di narrare il dolore, e l’idea dell’arte come possibilità salvifica.

[http://www.sedici.us/]

This entry was posted on venerdì, marzo 25th, 2016 at 23:09 and is filed under amiche e amici. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Both comments and pings are currently closed.

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