‪#‎piccolestoriemoltopersonali‬ ‪#‎scrivere‬ / maestri





Al terzo anno di Liceo, un nuovo professore di Letteratura italiana entrò in classe e nella mia vita, mi prese cervello, occhi e lingua e li scosse come facciamo a Lecce col caffè in ghiaccio. Non sono più stata quello che credevo dovessi essere [= scrivere], quello che avevo provato a essere [= scrivere] per sentirmi dire quanto fossi “brava”. A leggere infiorettature aggettivi subordinate giri di parole locuzioni oscure diceva sempre “Che significa? Non si capisce niente. Cosa vuoi dire?”. Cosa voglio dire?, mi chiedo ancora. Si capirà?

This entry was posted on martedì, gennaio 19th, 2016 at 22:12 and is filed under diario. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Both comments and pings are currently closed.

Comments are closed.